Anassagora

Anassagora nacque a Clazomene nel 496 a.C. ed è stato un filosofo greco antico annoverato tra i fisici pluralisti, cioè coloro che analizzavano i principi ultimi che costituiscono l'essere, i quali sono un’infinita pluralità .
All’età di vent’anni iniziò ad interessarsi alla filosofia trasferendosi ad Atene, governata da Pericle e centro culturale dell’epoca. Ad Atene ebbe la possibilità di aprire una scuola e di sviluppare il suo pensiero naturalistico, formulando la teoria dei semi originari del mondo presenti in tutti i corpi esistenti.
Anassagora affermò che la matrice originaria del mondo si riconduce al concetto di “semi” che costituiscono gli enti fenomenici. Questi semi non nascono e non periscono ma rimangono costanti. Ogni cosa, dunque, è costituita dai semi che non sono visibili ad occhio nudo ed è la specificità di alcuni di essi a dare la peculiarità di ogni cosa secondo il concetto che “tutto sta in tutto”.
Anassagora giunse a considerare la divisibilità dell’infinito: ogni cosa è composta da infiniti semi che possono essere divisi in base alla loro natura senza che sia possibile raggiungere un minimo. Aristotele riprenderà i concetti sui semi di Anassagora attribuendogli il nome di "omeomerie".
Anassagora si interessò anche all’astronomia e alla biologia raccogliendo le sue teorie nel trattato “Sulla natura” ipotesi che gli costarono contrasti con le teorie teologiche dell’epoca, tanto che subì un processo. Ci sono varie teorie relative al seguito ma la più attestata è che fu costretto all’esilio nella città di Lampasco dove morì nel 428 a.C circa.
Jessica Tomassi

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