Cardano

Girolamo Cardano (1501-1576) fu un matematico, medico, astrologo e filosofo del Rinascimento italiano. In gioventù il padre lo avviò allo studio della matematica. Laureatosi in medicina, tentò di iscriversi all’albo dei medici di Milano, venne respinto, ma riuscì a farsi apprezzare lavorando in provincia. Dal 1534 insegnò matematica a Milano e medicina a Pavia e Bologna. Per problemi di denaro cercò di cavarsela dedicandosi ai giochi d’azzardo e agli scacchi. Il Liber de ludo aleae, testo sulle probabilità nel gioco, contiene la prima trattazione sistematica della probabilità, insieme a una sezione dedicata a metodi efficaci per barare. Cardano è noto soprattutto per i suoi contributi all’algebra: nell’Ars magna (sua maggiore opera matematica del 1545) pubblicò le soluzioni dell’equazione cubica e quartica (risolta dall’allievo Ferrari). Parte della soluzione dell’equazione cubica gli era stata comunicata da Tartaglia, il quale sostenne che Cardano avesse giurato di non renderla pubblica e di rispettarla come di sua origine, ragion per cui iniziò una disputa fra i due. La soluzione è detta comunque di Cardano-Tartaglia. Progettò svariati meccanismi cinematici e dette diversi contributi anche all’idrodinamica, sostenendo l’impossibilità del moto perpetuo, ad eccezione dei corpi celesti. Nel 1570 fu accusato di eresia per aver elaborato e pubblicato un oroscopo di Gesù. Nell’ultimo anno di vita stese il De vita propria (autobiografia) testimonianza di una vita avventurosa e travagliata, pubblicata postuma nel 1643.

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