Viète

François Viète (Fontenay-le-Comte, 1540 - Parigi, 1603) fu matematico, astronomo e politico francese. Studiò legge presso l'Università di Poitiers ed esercitò l'avvocatura dal 1560 al 1567. Dal 1573 al 1582 fu consigliere al parlamento di Bretagna; in seguito venne nominato maître des requêtes (uditore al consiglio di Stato) dal 1582 al 1585 e dal 1589, prima sotto Enrico III e poi sotto Enrico IV. Fu proprio quest'ultimo a mandarlo a chiamare quando Adriano Romano (1561-1615) propose come sfida a tutti i francesi di risolvere un'equazione di quarantacinquesimo grado in x; Viète trovò le 23 radici positive, trascurando le altre. Egli si occupò di trigonometria sferica e piana nelle opere Canon mathematicus (1579) e Sectiones angulares (pubblicate postume nel 1615). Viète studiò anche le equazioni trinomie (De equationum recognitione et emendatione, 1591) e si interessò di studi astronomici e questioni sul calendario. Il maggior contributo nel campo matematico, però, lo diede all'algebra: egli differenziò, infatti, la logistica speciosa (ovvero, il calcolo letterale algebrico) dalla logistica numerosa (ovvero, l’aritmetica), introducendo il simbolismo nelle equazioni algebriche. Per approfondimenti, si consulti M. Kline, Storia del pensiero matematico, I vol. e La piccola Treccani, edizione 1995, XII vol.

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